sabato 22 marzo 2014

Io sono il creatore

Essere creativi non è una scelta, è una necessità naturale dell'esistenza. Specialemente per chi davvero può essere pienamente definito da sé stesso creativo. Non si sceglie di nascere, si nasce. Così è: la creatività, così come la intendiamo comunemente, è insita nella natura di alcuni individui.
Molti, superficialmente, limitano il concetto di creatività prevalentemente a ciò che comunemente viene associato all'arte - specie l'arte visiva - ed in minor misura all'artigianato. Questa attitudine non riguarda uno specifico ambito, ma ogni aspetto della vita, una continua capacità di creare, in ogni istante, in qualsiasi circostanza, e per qualsiasi situazione sia necessario (o non necessario) farlo. La creatività non ha limiti, esserne coscienti significa essere creativi. Non sentire il senso di questa affermazione significa non essere ancora capaci di creare.
Nel corso dell'esistenza si può certamente lavorare sulle proprie capacità per migliorarle, farle crescere, ampliarle. Quasi sempre serve una apertura totale, un superamento della mente, una attitudine. È solo il primo tassello.

Tra le moltissime definizioni di creatività che sono state coniate c'è quella fornita dal matematico Henri Poincaré: "Creatività è unire elementi esistenti con connessioni nuove, che siano utili".



La creatività non è semplicemente l’analisi tecnica, biologica, neurale, psicologica, vecchiamente scientifica degli emisferi destro e sinistro del cervello, e di come queste due aree si raffrontano. È di più. Potrei limitatamente affermare che si tratta di numerosi processi cognitivi, connessioni neuronali ed emozioni che stimolano la nostra immaginazione e che quindi rendono creativi. Durante un processo creativo, l’attività cerebrale passa da una grande intensità a stati di maggiore e più profonda tranquillità. Tutto questo è solo una parte, c'è altro che non passa attraverso le parole scritte, ma lo si può trovare facilmente dentro una foglia, immergendo una mano nella sabbia, o guardando la forma delle onde mentre il Sole sorge. Non è difficile appena si comincia a farlo.
Tante volte abbiamo l’impressione che l’ispirazione e le idee sorgano spontaneamente, dal nulla, con grande facilità, e siano perfette per gli scopi prefissi. Perché? Ad un certo punto le idee sono pronte per essere pensate, e si presentano. Il contesto culturale, emotivo, sociale, spirituale del mondo può condurre più persone a "sentire" cose molto simili, se non identiche. Così al creativo spetta il compito di essere particolarmente aperto e disponibile a saperle cogliere.
Questo era l'approccio di uno dei più grandi scienziati che sia esistito: Nikola Tesla. Così ti invito ad approfondire il suo metodo creativo, attraverso il quale sono state prodotte soluzioni oggi imprescindibili, tra queste tutto ciò che concerne l'energia elettrica, alla faccia di Edison. Tesla ebbe ad affermare: "L'istinto è qualcosa che trascende la conoscenza. Abbiamo, indubbiamente, certe fibre più fini che ci permettono di percepire la verità quando la deduzione logica o qualsiasi altro sforzo intenzionale del cervello, risulta futile".
Altre volte l'individuazione di una soluzione è più complessa. Non sgorga, ma va scavata. Ci si lavora per ore, per giorni, per mesi, e ogni elemento è frutto di grande fatica, di impegno, di esperienza. Non sempre il risultato ci dona soddisfazione, anche quando altri lo trovano valido. In tante altre occasioni il risultato è perfetto, quasi mai viene recepito subito dagli altri, che lo apprezzeranno appena si manifesta in forma concreta. 
Il peggior nemico della creatività siamo noi. Quando si pensa “Non si può fare! Non ce la faccio!”, poniamo un blocco, un freno, rendendo complicato ideare nuovi percorsi. Il vero creativo non penserà mai “non si può fare!”, al contrario vedrà sempre l'opportunità di trovare soluzioni dove non sembrano essercene.
Essere creatori è una bella cosa in quanto ci fa stare bene. Le opere creative sono apprezzate per questa ragione, come manifestazione di bellezza. Per deturparne e frenarne la meraviglia molto spesso, alcune di esse, vengono rinchiuse in spazi circoscritti, e vengono monetizzate, e svilite in vari altri modi. Evidentemente il creare e la sua bellezza pura ci mette in difficoltà. Quando si riesce ad essere creatori non servono limiti, è l'esatto opposto. Se crei non hai limiti, sei hai limiti non crei.

Ecco alcune definizioni del termine creatore. Le ho trovate interessanti.

Treccani – Definizione CREATORE

Chi crea o ha creato.
Riferito per antonomasia (e scritto per lo più con iniziale maiuscola) a Dio, in quanto autore della vita e dell’universo.
Chi fa o produce cose nuove, soprattutto nel campo dello spirito o comunque dell’ingegno.


Sabatini Coletti - Definizione CREATORE

Che è artefice di vita.
Che è artefice di nuove forme di pensiero e di espressione.
Chi dà origine, forma a qulacuno o a qualcosa.


Fabio Massimiliano - Definizione CREATIVITÀ (da Manifesto del creativo generoso)

La creatività discende dal puro dono di creare, creare dal nulla. Al dono si aggiunge la tecnica. Alla tecnica l'esperienza e l'abitudine e l'attitudine. A questo il gusto ed il senso estetico. Quindi la capcità critica, di autocritica e di confronto critico. Ciò fatto si ha una prima base su cui iniziare a costruire.

Ho trovato un articolo sulla creatività sul sito darlin.it
Ve ne riporto una grandissima parte, invitandovi a leggere il restante. In questo articolo si fa riferimento a delle azioni che i creativi compiono diversamente dagli altri. Più banalmente, sento, che l'elenco possa essere riferito a chi crea, nel momento in cui crea, piuttosto a chi non crea.


Sognano
Sognare non è semplicemente perdere tempo in modo inutile. È lasciare vagabondare il proprio spirito per facilitare il processo di incubazione creativa. E sì, lo sappiamo per esperienza che le nostre migliori idee spesso escono dal nulla quando abbiamo la mente altrove.
Osservano tutto ciò che li circonda
Il creativo vede possibilità ovunque, che sottointendono una acuta osservazione dell’ambiente. Ogni informazione può diventare un pretesto per l’espressione creativa, come diceva Henry James « nulla è perso da uno scrittore ». Gli stalker sarebbero quindi dei grandi creativi?
Lavorano quando vogliono
Alcuni preferiscono lavorare presto al mattino, altri tardi la sera. Vladimir Nabokov iniziava a scrivere quando si alzava alle 6 o alle 7 del mattino. Frank Lloyd Wright aveva l’abitudine di svegliarsi alle 3 o alle 4 del mattino e lavorare per qualche ora prima di riaddormentarsi. Qualunque sia il momento della giornata, gli individui molto creativi riescono spesso ad individuare a che ora mettere in moto la loro mente, i migliori ne sono coscienti e cercano di adattarsi in modo naturale.
Stanno da soli
Essere creativi significa anche non aver paura della solitudine. Non è un caso che spesso si dice che gli artisti sono persone solitarie. Il contesto della solitudine è spesso assimilato alla fase in cui sognamo, ma in realtà si è molto presenti e la voce con cui si dialoga è dentro se stessi.
Ricercano nuove esperienze
Le persone creative adorano esporsi a nuove esperienze, sensazioni e a nuovi stati d’animo, proprio questa apertura è un indicatore importante della produzione di creatività. Può trattarsi della ricerca intelletuale, di sensazioni, di brividi, di fantasie… a breve Darlin organizzerà dei mega salti in paracadute dalla stratosfera per i creativi.
Sbagliano
La perseveranza è la condizione per il successo creativo. Prima di giungere ad un risultato che avrà successo, la creatività passa per varie tappe che sono una sequenza di fallimenti. Imparare da questi errori consente di analizzarsi e migliorarsi. Quindi se non avete combinato niente in 20 anni, forse è il caso di abbandonare.
Si pongono le domande giuste
Eterno curioso, il creativo osserva, ascolta, ma soprattutto pone le giuste domande riguardo ad una certa situazione. Vuole sapere perchè le cose sono in quel modo e non in un altro.
Osservano la gente
Marcel Proust ha passato gran parte della sua vita a osservare la gente e raccoglieva le note più evidenti nei suoi libri. Osservare il proprio vicino d’aereo mentre utilizza il suo smartphone potrà forse farvi nascere un’idea geniale a cui nessuno aveva pensato finora.
Rischiano
Il fallimento deriva dall’aver rischiato. La creatività é l’azione di produrre qualcosa dal nulla e ciò necessita di rendere pubbliche le scommesse che abbiamo fatto nella nostra mente. Non è una cosa per timidi. Tempo perso, una reputazione infangata o soldi spesi male, derivano da una creatività sbagliata.
Ogni occasione è buona per esprimersi
Nietzsche riteneva che la vita e il mondo dovessero essere visti come delle opere d’arte. Le persone creative hanno la tendenza a vedere il mondo in questo modo e a cercare costantemente delle occasioni per esprimersi nella vita di tutti i giorni. Ma il creativo sa anche scegliere le parole giuste e convincenti, non serve parlare tanto e a caso.
Realizzano la loro vera passione
Vi sarete sicuramente già chiesti se vi piace il vostro lavoro. Per motivarsi, molti si dicono «sono bravo, riuscirò anche in qualcosa che mi interessa poco». Non è il caso dei creativi, perchè la loro motivazione viene da un desiderio interno piuttosto che da un desiderio di riconoscenza esterna o di ricompensa. Avete già visto un trader creativo?
Hanno la mente aperta
Sognare è anche un modo per uscire dal proprio mondo di pensieri limitati ed esplorare quello altrui. Riflettere su una domanda come se fosse surreale o sconosciuta, o con la prospettiva di un’altra persona, può stimolare il pensiero creativo.
Perdono la nozione del tempo
Perdersi a scrivere, pitturare, disegnare per ore e rendersene conto significa entrare in una stato di «trip», quello stato mentale che si produce quando un individuo supera il pensiero cosciente per raggiungere uno stato più intenso di concentrazione e serenità.
Si circondano di bellezza
Spesso i creativi hanno buon gusto, è quindi naturale che vogliono circondarsi di bellezza, hanno una elevata sensibilità alla bellezza artistica.
Uniscono i punti
Il principio stesso della creatività è di vedere le opportunità là dove non ci sono, a priori, è ciò che chiamiamo visione. La creatività consiste semplicemente nell’unire dei punti che nessun altro aveva visto prima. Steve Jobs diceva giustamente «La creatività è semplicemente stabilire delle connessioni fra le cose».



Ritengo molto interessante lo spunto di Paolo Manzelli, docente di fisica e chimica, intervistato sull'argomento "Che cos'è la creatività". Vi invito aleggere questo articolo sul sito educationduepuntozero.it

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