giovedì 29 maggio 2014

Cesare Vecellio ma chi sei?

Cesare Vecellio è stato un creativo, un pazzo scatenato, uno capace di osservare il mondo da punti di vista alternativi, che è riuscito a guardare dentro di sé e vedere bellezza, uno che si è preso dei rischi. A dire il vero è stato anche stampatore, incisore, editore e cartografo ed un eccellente pittore italiano del '500. Cesare apparteneva al casato dei Vecellio, ed era figlio del cugino del noto maestro Tiziano, così ebbe vita facile avendo l'opportunità di imparare l'arte pittorica nella bottega tizianesca: uno dei più importanti artisti di cui l'umanità abbia goduto.
In questa occasione non mi occupo di nessuna delle opere "classiche" del Vecellio, quelle sono facilmente reperibili, ma delle sue opere "alternative", più rare, intriganti, e - per me - tutte meravigliose.


Dipinti di Vecelio - clic per ingrandire

Si tratta di dipinti invisibili, realizzati sui bordi dei libri.
L'artista ha iniziato ad usare i bordi dei libri - dipingendo non necessariamente solo sulla costa, ma anche sul lato aperto dei fogli, il c.d. "taglio davanti" -  come fossero una tela, al fine di abbellirli ed impreziosirli. Così, molte di queste vere e proprie opere d'arte sono visibili solo osservando i laterali dei volumi. La raccolta dei volumi, avviata per passione da Antonio Piloni (1462-1533), quando la famiglia risiedeva a Vanos di Valle di Cadore (luogo di nascita del Vecellio), è stata completata da Odorico Piloni (1503-1594), fuzionario della Repubblica Veneta e personaggio di spicco nella politica locale dell’epoca. Verso il 1550, Odorico fece costruire il Palazzo Piloni di via Sant’Andrea dove sono custoditi quadri e affreschi del Vecellio, e nel 1575 fece erigere anche la bellissima residenza di campagna a Casteldardo di Trichiana, dove sono custodite collezioni di monete, armi ed altri oggetti preziosi.

Dipinti di Vecelio - clic per ingrandire

Vecellio era amico di Odorico, fu per molto tempo ospite nella villa di Casteldardo, dove l’artista iniziò il capolavoro bibliografico unico al mondo.
Si tratta di 170 volumi dei secoli XV e XVI, dipinti sui tagli e sulle copertine: meraviglioso!
Recentemente alcuni volumi sono stati messi all’asta ad altissimi costi.
Per oltre tre secoli, la Biblioteca della Famiglia Piloni è rimasta integra, ma nel 1875 è stata smembrata da Francesco Piloni «che l’ha venduta ad acquirenti prima a Venezia e successivamente a Londra e a Parigi». Pertanto i volumi risultano sparsi nelle più importanti biblioteche del mondo. La Biblioteca Civica di Belluno possiede quattro volumi dell’intera opera.

Talvolta capita che delle opere stupende siano ben nascoste pur essendo in bellavista. Sull'esempio dell'artista italiano, lo scozese Robert Mudie - fine del 1700 - produsse delle opere di una incredibile bellezza, realizzando dei capolavori visibili solo quando le pagine stesse di un libro venivano aperte a ventaglio, o comunque inclinate in modo particolare.
Alcune delle sue opere sono state ritrovate e sono oggi custodite presso l'University of Iowa e la Boston Public Library.

Qui a seguire i lavori di Mudie:





Con ogni probabilità questa tipo di tecnica trovò origine durante l'esercizio della labbratura. La labbratura è una tecnica volta alla doratura del bordo esterno dei libri di pregio, con lo scopo di tutelarli e di preservare le pagine dall’ingiallimento e dall’attacco degli acari. In questo modo veniva applicato oro o argento sulle estremità dei fogli. Nelle opere degli artisti sopra ricordati, invece, si ritrovano anche dei dipinti molto belli.

Nell'ultima immagine che propongo si vede un volume dipinto da Mudie con la doratura, che senza piegare le pagine nasconde la bellezza che contiene.



Qui puoi trovare un articolo inerente questo argomento, apparso sul Corriere della Sera.

2 commenti:

  1. Sono spiazzato per tanta mirabile arte. Che bellezza, che sorpresa, che meraviglia.

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  2. Minchia, grandioso!

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