venerdì 15 marzo 2013

Arte, Musica, Sandra

In più di una occasione ho dedicato le mie energie nell'improbabile compito di "pesare" in maniera valida concetti complessi, spesso a cavallo tra visioni soggettive ed oggettive, quali: il bello, la percezione del bello, la definizione di arte, criteri di valutazione di arte, ed altri simili pericolosissimi ambiti.
In questa occasione prendo in prestito le parole della grandiosa cantante Billie Holiday, tratte dal libro autobiografico intitolato "La signora canta il blues". Si tratta di un libro interessantissimo, crudo, coinvolgente per il quale devo ringraziare Sandra DeDominici, una amica e meravigliosa cantante quasi altrettanto brava, che me lo ha donato dandomi un pezzetto in più di sentimento musicale.

"Tutti dobbiamo essere differenti. Non si può copiare un altro, e nello stesso tempo pretendere di arrivare a qualcosa. Se tu copi, ciò inoltre è perché il tuo lavoro non ha un sentimento sincero, e senza sentimento nessuna delle cose che fai avrà realmente un valore. Come non ci sono al mondo due persone uguali, così dev'essere sempre anche con la musica, sennò non è musica.
Sempre rammenterò quel meraviglioso spagnolo, Pablo Casals, che una volta vidi suonare il violoncello alla televizione. Finito che ebbe di eseguire un bel po' di Bach, ecco qua piombare a intervistarlo la solita fanciullina americana. 

E' diverso tutte le volte che lo suona, gorgheggiava quella.
E Casals:
Deve essere diverso. Come potrebbe non esserlo? Così è fatta la natura, e noi siamo la natura.
Appunto, dicevo. Se neppure tu stesso puoi essere uguale a quel che eri poco prima, figuriamoci un altro. A me per esempio non riesce cantare una canzone nella medesima maniera per due sere di fila, e se poi ci sono due o dieci anni di distante, non ne parliamo. 
Se tu sei bravo a non cambiare mai, non è più musica la tua. Sarà forse, che so, esercizio in ordine chiuso, o uno studio per imparare lo yodel: tutto quel che vuoi, ma musica no."

Come non essere concordi? Penso che, facilmente, si possa sostituire, nel testo, la parola musica con arte senza, per questo, perderne il senso, anzi, forse, rafforzandone il concetto. Queste parole di Billie Holiday sembrano insegnare parecchio.
Approfitto per riportare un ulteriore interessante stralcio, tratto dal medesimo libro, in cui si parla di stile: altro aspetto interessante da approfondire.



"La gente mi chiede sempre qual è il mio stile, da cosa è derivato, e tutte quelle solite domande lì, ma io non so mai cosa dire. Quando ti capita una melodia con dentro qualche cosa non c'è affatto bisogno di seguire tanti stili, lo senti e basta, e mentre tu la canti anche gli altri sentono qualcosa. Con me non serve star tanto lì a rimuginare, a far prove su prove e arrangiamenti: se una canzone mi tocca da vicino, di lavoro non c'è mai bisogno."

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