La vista per la creatività e la comunicazione visiva.



Essere creativi - a ben vedere - riguarda la capacità di osservare le cose, di saperle vedere e di saperle connettere e rielaborare.
Vedere è un verbo che indica una attività espressa dall'esercizio della vista, a disposizione di chi abbia occhi: chi ha occhi vede. Il semplice possesso della facoltà della vista consente di vedere a chi vede.
Nel linguaggio verbale di parola, vedere assume sfumature di senso diverse dalla semplice funzione ottica del vedere immagini che passano innanzi agli occhi. Alla parola si associa una qualche assunzione di conoscenza e di comprensione dell'accadente come in "vedo quello che stai provando a fare"; in questo ambito vedere vale alquanto capire; una valutazione, una presa di coscienza, una espressione di giudizio, un prendere atto è rinvenibile in espressioni come "vedo che non capisci nulla"; in questo ulteriore contesto indica l'impellenza dell'agire che non appartiene al verbo pensare: "vedo che devo sistemare qualcosa per farlo funzionare".

Guardare è un verbo diverso, esso implica una volontà che esubera la funzione organica del semplice vedere, contempla -  invece - il volgere lo sguardo, l'intenzione dello sguardo: "Quella  donna mi sta guardando". Non sono le immagini che passano innanzi agli occhi ma sono gli occhi che cercano le immagini.
Facilmente accade che chi veda non guardi, o chi guarda non veda - in nessuna delle accezione sopra riportate.

Quando il guardare è anche un vedere, ed è un vedere ed un guardare intenso, prolungato, attento a carpire dettagli il verbo che ne esprime il senso è Scrutare.
Scruta è la parola latina per indicare gli stracci, i cenci. Così scrutare è un rovistare tra gli stracci alla ricerca visiva di qualcosa, ricercare per trovare.

Osservare è un posare lo sguardo per un tempo più lungo, un continuare a guardare, indagare, vedendo bene e valutando di conseguenza, traendo conclusioni, correlando. In questo senso servare indica conservare le informazioni che gli occhi catturano e la mente elabora, e servare indica il rendere servo, cioè asservirsi del risultato dell'osservazione. Avanti, sopra, attorno (ob/os) qualcosa che è recepito dalla vista. “Tu vedi, ma non osservi” scrisse, non a caso, Arthur Conan Doyle ponendo queste parole nella bocca dell'investigatore Sherlock Holmes (Uno scandalo in Boemia - A Scandal in Bohemia - 1891)Holmes ha imparato ad osservare su una base regolare, continua, naturale, quasi sovrumana. Per il noto investigatore, prendere atto della miriade di input proveniente da ciò che lo circonda è ovvio. Non c'è mai stato non osservare, mai un non essere in contatto con il circostante. Rimane vigile e cosciente. Da questa attenzione e dalla capacità creativa di creare connessioni deriva la sua maggiore qualità nel comprendere gli eventi e risolvere enigmi.



Chiunque sia creativo e si interessi di comunicazione visiva ricorre alle informazioni che fluiscono attraverso le immagini filtrate dagli occhi. Un creativo osserva, scruta, guarda e vede. Fissa lo sguardo e divaga. Guarda il mondo con gli occhi di un bambino e con lo sguardo dello scienziato. Riesce a vedere quello che altri non vedono, e se vede quello che anche gli altri vedono riesce a individuare connessioni che ai molti rimangono non visibili. Sa cambiare, e cambia continuamente, punto di vista. 

"Nel campo dell'osservazione, il caso favorisce solo la mente preparata" ebbe ad affermare Louis Pasteur. "La conoscenza deriva dal notare le somiglianze e le ricorrenze negli eventi che accadono intorno a noi", ha affermato Wilfred TrotterQuesta capacità all'acuta osservazione è ciò che trasforma le informazioni in conoscenza. I modi in cui di correlano le informazioni è il frutto di una mente creativa.



È la capacità di individuare il potenziale di valore nel collegare cose che per molti non sono collegabili, che non vanno insieme, che contraddistinguono chi è veramente creativo: osservare e collegare.
Chi non sa vedere non può nemmeno costruire visioni, chi sa osservare può essere un visionario. Chi sa lavorare con le immagini allora immagina. Immaginare è l'atto fondamentale per generare realtà, poiché ogni realtà prima d'essere una questione di materia, di res, prima è stata immaginata.
Immaginare è un atto proprio di chi è creativo. Chi immagina costruisce la realtà. Per generare delle realtà nuove, diverse, bisogna immaginare in maniera nuova e diversa.


Commenti

  1. Emanuela Ferranti16 febbraio 2019 12:37

    maaaaaaaaa wooooooooooow molto interessante, queste osservazioni sono molto utili e mi aiutano nella mia tesi, grazie molte

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