venerdì 7 marzo 2014

Schiavi

Viviamo in un mondo di schiavi.
Nel corso del tempo cambiano alcune delle classi di schiavi che sono più esposte. Non termina, ovviamente, lo schiavismo. Comprendere di essere schiavi, ciascuno, è il primo passo per la liberazione.

Questo post è volto a dare uno sguardo al pregiudizio e allo schiavismo, uno sguardo su alcune "classi umane" appositamente create per essere particolarmente martoriate. Il distacco temporale, e in minima parte culturale, rende più evidente questa follia ed infamia, questa indignità. Ora appare evidente. Questo ci serva a comprendere le follie, le infamità e le indignità che accettiamo, che subiamo, che nemmeno vediamo per mancanza di coscienza e consapevolezza.

Segue un elenco di pubblicità razziste, sessiste, intolleranti, al limite del fanatico e anche del ridicolo, sempre disgustose ed indegne.

“Soffiale in faccia e ti seguirà ovunque”: discutibili modi di sedurre.


Dubbi su cosa regalare? Te li risolve la pubblicità: “La mattina di Natale lei è più felice con un’aspirapolvere Hoover”.


“Non preoccuparti cara, non hai bruciato le birre”... Le donne, chiaramente esseri fragili e che si rattristano parecchio se la cena non è venuta bene o, peggio, si è bruciata, si consolino: il buon marito dà loro la possibilità di rimediare, mentre le birre si possono comunque bere.


“Nessuno lo fa come Seven up: ecco perché abbiamo i più giovani clienti del mercato”.


"Molti medici fumano le Camel, alcuni altri solo sigarette". Quando la pubblicità è dannosa alla salute.


“Se tuo marito scoprisse che non gli stai preparando il caffè fresco...” Noi non vogliamo sapere che cosa accadrebbe se questa povera ragazza bruciasse la cena.


 “Vuoi dire che anche una donna può aprirlo?” Ebbene sì, anche un essere di sesso femminile riesce ad affrontare una bottiglia di ketchup.


“Gli uomini sono meglio delle donne!” Ok, ma in cosa? Ecco che i pubblicitari spiegano: “Tra le mura di casa le donne sono piacevoli e pure utili... ma in montagna sono una lagna”. E allora non vale nemmeno la pena buttare un occhio a valle, per capire se sono ancora tutte intere.


“Non saprei dire a chi stanno fischiando... a me o alla mia nuova Chevrolet!”. E noi ci chiediamo come mai il marito le abbia permesso di guidare.


“Nessuna maschera di Halloween può spaventare un uomo quanto il respiro di una bocca al mattino”. Quindi, donna, lavati i denti!


“Falle capire che è un mondo di uomini” (e non dimenticarti di farti portare la colazione a letto... e in ginocchio!)


Dimenticate amore, comunione di intenti, progettualità, parità... “I matrimoni fortunati cominciano in cucina!”, sin da subito, ancora con l'abito nunziale. E' bene evidenziare anche l'elegante posizione "a pecora" della giovane sposa.


Su, su, su, umiliala. Si può continuare a spruzzarle addosso acqua tanto... “Non le interessa!”


Parametri preclintoniani per scegliere una segretaria. Ovviamente è più importante avere belle mani che fare bene il proprio lavoro... “Segretarie, guardate qui! La nuova Underwood è la macchina da scrivere disegnata per garantirti mani belle da guardare”.


Niente dimostra l’amore di una madre per la figlia quanto insegnarle come mantenere un girovita snello.


“C’è un uomo nella tua vita?” Donne ricordate: con la pentola a pressione tenersi un uomo è facile quanto cucinare.


“Le donne non lasciano la cucina...” Ma se non hai chi ti attende a casa, puoi sempre attraversare la strada e andare al fast food Hardees. Capito?


Questa è una tra le più vomitevoli.
 “E’ sempre illegale uccidere una donna?” A domandarselo è un capoufficio che vede la sua segretaria rifiutarsi di utilizzare una nuova macchina affrancatrice.


“Lo chef fa tutto... ma cucinare: questa è una cosa da mogli!”


“Tua moglie ha la nausea mattutina? Dalle Mornidina... Ora può tornare a preparare la colazione”.


“Perché tua madre non ti lava con il sapone Fairy?”, sporco negro.
Che vergogna!


Ancora un lato razzista nella pubblicità: “Guarda come copre il nero!”


“Tieniti al passo con la casa mentre controlli il tuo peso”: casalinga sì, ma anche in forma, mi raccomando.


Ancora un prototio di segretaria, o di donna. “Sabrina, l’apparecchiatura migliore...” Ma a cosa si riferisce davvero questa pubblicità?


“E’ bello avere una donna in giro per casa”.


Ecco la Mini automatica. “Per guidare in modo più semplice”. Perché è chiaro che una donna non è in grado di guidare una macchina “difficile”. A dire il vero è pure un po' bionda.


Una elegante e sofisticata pubblicità italiana.


Affinché la donna comprenda il suo ruolo. “La maggior parte degli uomini chiedono: è carina? Non se è intelligente”.


La vera preoccupazione di una moglie come si deve: che il marito beva un caffè così buono da fargli trascorrere una giornata serena e tranquilla.


“Prima o dopo, tua moglie tornerà a casa in macchina. Questa è un motivo per avere una Volksvagen”. Vi chiederete: e perché? “Le donne sono dolci e gentili, ma rompono le cose. E questa macchina è facile da riparare. Così tu, marito, magari ti arrabbierai, ma non diventerai povero”.




Vi invito a guardare la pubblicità attuale con occhio critico, a considerare gli spot ed i manifesti, quelli con animali in particolare, quelli con gli alimenti, e con gli alimenti animali, ma anche quelli con i farmci, o con i bambini, ancora tanto quelli con le donne, ed anche con gli uomini. Se si superano le differenze di classi si osserva che il comportamento schiavistico coinvolge tutti gli esseri viventi, e la divisione in classi contrapposta fa parte degli strumenti di tortura di cui siamo inconsapevoli. Svegliamoci. La pubblicità ci può dare una mano.

Le immagini qui riportate sono tratte dall'articolo "Le 30 pubblicità vintage che non vedremo più (per fortuna)" del Corriere della Sera - www.corriere.it

Mi fa piacere riportare un estratto del brano Kunta Kinte di Daniele Silvestri.

L'unico miracolo politico riuscito in questo secolo
e avere fatto in modo che gli schiavi si parlassero
si assomigliassero
perché così faceva comodo per il mercato unico e libero.

Però così succede che gli schiavi si conoscono, si riconoscono
magari poi riconoscendosi
succede che gli schiavi si organizzano
e se si contano allora vincono.

Catene di catene, su catene di milioni di catene
come fili di un lunghissimo telefono
come reticolo pieno di traffico
e nessunissimo bisogno di semaforo.

Sulla mia schiena è stato tatuato un numero.
La mia catena è come un filo del telefono.
La mia condanna è che se mi fermo mi uccidono.
La mia fortuna è che sto camminando in circolo

Sono primo io e sono l'ultimo


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