lunedì 16 maggio 2011

Uno scultore inconsueto


Jiri Geller è noto per le sue sculture che fanno riferimento al linguaggio della "cultura popolare". I lavori dell'artista fillandese hanno lo scopo di catturare l'attenzione dello spettatore con la medesima rapidità dell'ultimo prodotto che in un supermercato lo spinge all'acquisto.
Le opere sembrano essere state prodotte industrialmente ma, come Jyrki Siukonen scrive nel recente libro sull'opera di Geller (Jiri Geller Selected works 1998 - 2008, Kiasma 2008), l'artista è l'artefice unico ed il solo responsabile del controllo qualità nella sua "fabbrica".


Quello che mi ha colpito è l'essenzialità, l'immediatezza e la pulizia dell'insieme. Un modo "facile" di comunicare. I lavori sono immediati, suscitano una emozione, quindi funzionano.

Più articolato è il pensiero di Mark Maher MA che in "storia dell'arte e antropologia culturale" scrive delle opere di Geller:
"Come un anarchico che ha studiato ogni cucitura e piega della suit bancaria, Jiri Geller modella e sovverte le forme iconiche di cultura contemporanea con una precisione vendicativa. Anche se - non impropriamente - si autodefinisce come "un outsider, un punk rocker", Geller è anche un raro artista finlandese, che ha sia operato per rimanere vicino ai punti di forza dell'estetica e tradizioni finlandesi sia per denotare un suo marchio unico post-nazionale, una sorta di nichilismo fotti-mente.
Le sue sculture sono elementari ed essenziali, affascinate da morte e violenza, critiche con il falso e il fasullo, e sempre consapevoli di quanto buio il mondo può essere. Ma allora, piuttosto che essere limitato dalla sua radice - o nella negazione di essa, Geller tiene a questo quadro concettuale impeccabile, e lo rende globale."



http://www.jirigeller.com

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