giovedì 19 febbraio 2009

Social Guerrilla - campagna promozionale a favore dell'acqua del rubinetto

Riporto qui una interessante iniziativa che ho appreso leggendo bloguerrilla.it su una azione di social-guerilla intrapresa dal gruppo fiorentino Banane Urbane (per il quale manifesto la mia totale ammirazione).
L'azione denominata “L’acqua d’ii sindaco” è stata circoscritta ai mezzi di trasporto pubblici. Lo scopo appare palese - e molto ben orchestrato - cioè focalizzare l'attenzione dei cittadini di Firenze sul tema dell’acqua e dell’importanza del bere dal rubinetto.
Per affrontare questa tematica sono state poste in essere delle pubblicità fasulle ma verosimili, appese all’interno degli autobus, proponendo uno stile grafico/comunicativo coerente con le consuete campagne dell'ente gestore delle linee dei mezzi pubblici fiorentini, l'Ataf.

All’interno di queste pubblicità veniva veicolato un messaggio contrastante dalle solite comunicazioni e in contrapposizione anche con le immagini riprodotte. Solitamente questo genere di temi sono supportati dagli enti locali pubblici, per tale ragione le Banane Urbane hanno deciso deciso di riproporre una serie di loghi contestualizzati con la loro identità, e dei web-link utili per poter approfondire ed informare sul tema in questione attraverso internet.

Sul medesimo argomento in questione mi sento di segnalare questo interessante sito web www.imbrocchiamola.org.

Non sono bene a conoscenza della qualità delle acque pubbliche al rubinetto di Firenze, so per certo che quelle della mia città - Messina - sono pessime. L'uso di acque in bottiglia è, nel caso, non una scelta "esotica" ma una necessità assoluta. Pertanto una simile campagna promozionale non avrebbe, purtroppo, molto senso nella città dello Stretto. Mi chiedo quale sia la potabilità delle acque italiane, ed a chi si debba imputare la pessima qualità al rubinetto delle stesse in svariate aree del Paese. La domanda successiva che mi pongo riguarda eventuali ingerenze sui Comuni da parte dei produttori di acqua a pagamento. Chiunque abbia informazioni utili è pregato di lasciare la propria opinione nello spazio destinato ai commenti.

A chiusura di questo intervento vi propongo uno stralcio dell'articolo di Miriam Giovanzana e Luca Martinelli che è possibile leggere per intero qui.

"Oggi le acque minerali sono in Italia uno dei maggiori investitori pubblicitari, un protagonista assoluto del mercato: 379 milioni di euro spesi ogni anno per convincerci a comperare “l’acqua da bere”.
Ma perché tanto sforzo? E da dove vengono tutti questi soldi? Non si investe così tanto, per esempio, per un altro bene di largo consumo, la benzina.
Il fatto è che la benzina non ha bisogno di essere pubblicizzata perché non ha alternative; l’acqua in bottiglia invece sì, ha un concorrente formidabile che è l’acqua degli acquedotti: buona (poche le eccezioni), controllata (più dell’acqua in bottiglia, come hanno dimostrato diverse inchieste), comoda (arriva in casa), e poco costosa.
Provate a pensarci: se le acque minerali non fossero sostenute da una pubblicità martellante, nessuno o pochi sentirebbero il bisogno di comperarle.
"

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