venerdì 27 aprile 2007

Illusioni percettive

Sono sempre rimasto fortemente affscinato da creazioni artistiche, grafiche, compositive, fotografiche, lavori in c.g., opere digitali ed ibride, che raffigurano soggetti "strani", fuori dalla realtà.
Secondo il filosofo greco Platone (427-347 a.C.) l’occhio ha la funzione di interfaccia tra universo esterno e mondo interiore, capace di tradurre l’informazione luminosa che viene recepita dall'occhio e renderla comprensibile alla ricerca di riconoscimento dell’informazione realizzata dal cervello.
Tra le tante realizzazioni degne di nota voglio segnalarvi quelle di AUDE OLIVA e ANTONIO TORRALBA, a cui bene si possono associare le concezioni di Platone sopra citate.
La loro produzione è, a dir poco, grandiosa, presentando immagini "perfettamente ingannevoli".
La tecnica sfrutta le "debolezze" del cervello umano, che ci fa percepire non quello che vediamo, ma quello checi aspettiamo di vedere, ricostruendo immagini o parti di immagini contenute nel nostro archivio percettivo.
Per rendersi conto basta osservare questa figura che mostra (forse) il volto di Albert Einstein.
Da una distanza maggiore, allontanandosi dal monitor, si noterà che il volto mostrato è (forse) quello della nota attrice americana Marilyn Monroe.
Sorprendente vero?


Tra le immagini più popolari realizzate dal duo Oliva-Torralba ci sono le donne tristi e allegre.

Per consultare l'archivio di immagini vi rimandiamo all'interessantissimo sito degli autori.

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